IUS DIGITALE, progetto di Bella Storia in cui AMECE è capofila, mira a rivoluzionare la narrazione stigmatizzata del territorio di Aurora e Barriera di Milano, dando voce ai giovani dai 16 ai 25 anni, la generazione Z che vive in questi quartieri, i cosiddetti nativi digitali, a volte senza cittadinanza, che potranno così esercitare pienamente i loro diritti sul territorio e nel mondo digitale.
Il progetto è attivato a partire da un primo gruppo di giovani di Amece e Plurale e finalizzato alla creazione di una redazione giornalistica digitale e prevede una fase iniziale di confronto e esplorazione per scoprire gli aspetti positivi del territorio e successivamente un percorso formativo di giornalismo digitale e video, diretto dal regista Stefano Di Polito, pres. di Plurale, di tecniche di recitazione con Non c’è e di fotografia e rap con Isole per realizzare contenuti multimediali ed eventi sul territorio e un festival annuale per approfondire alcuni temi e restituire i risultati e con la collaborazione con Scienze della Comunicazione, sarà condotto un percorso sull’uso consapevole dei social media.
La redazione Inqua registrata al Tribunale pubblicherà contenuti per 2 anni consentendo ai beneficiari di ottenere il patentino da pubblicista.
Anche il progetto Blooming, con capofila AICS Torino e 13 partner, tra cui AMECE si concentra sui quartieri di Aurora e Barriera di Milano e si rivolge ai giovani , allargando la fascia di età di giovani tra i 12 e i 35 anni, e si distingue per il suo approccio innovativo all’educativa di prossimità: l’azione di aggancio sul territorio è svolta da “Mobile Youth Center-Millennium Van”, uno strumento itinerante che permetterà di raggiungere i giovani direttamente nei loro luoghi di aggregazione (piazze, parchi, aree mercatali). Le azioni chiave del progetto includono supporto Individuale, sostegno psicologico (con attenzione alle dipendenze), mediazione linguistico-culturale orientamento alla formazione e al lavoro, accompagnamento all’ associazionismo, educazione finanziaria, supporto all’autoimprenditoria e orientamento su opportunità di mobilità europea. I laboratori esperienziali che si terranno nelle aree “Chill Out” consisteranno in attività di gruppo a mediazione corporea e artistica (Danzaterapia, Teatro dell’Oppresso, Muay Thai) basate sulla metodologia anti-rumors; tratteranno temi cruciali come sessuo-affettività, bullismo, violenza di genere, omotransfobia, dipendenze da device, sexting, revenge porn e discorsi d’odio (hate speech).

