Storia

Perché fondare Amece? Quando e in che modo nasce?
L’Associazione di promozione sociale A.M.E.C.E. (ASSOCIAZION MAISON D’ENFANT POUR LA CULTURE ET L’EDUCATION) è una casa per bambini e ragazzi di qualsiasi età provenienti da diverse aree geografiche, in particolare dal Maghreb, inaugurata nel mese di aprile del 2000. E’ una delle prime associazioni straniere ad occuparsi inizialmente di giovani di qualsiasi nazionalità, ma con il tempo si è specializzata in cultura ed educazione marocchina per venire incontro alle esigenze manifestate in modo capillare dalla comunità marocchina che non aveva alcun punto di riferimento nella città di accoglienza.
Amece inizialmente ha utilizzato come canale per farsi conoscere il passaparola di genitori e bambini che frequentavano il centro. Dal 2003 l’associazione è entrata a far parte di una rete territoriale per cui la sua conoscenza e promozione avviene attraverso alcuni canali istituzionali: Ufficio Stranieri, Centro Informagiovani e Centro Interculturale del Comune di Torino, Ufficio cultura ed i Servizi Sociali del Consolato del Marocco.

A chi si rivolge e cosa propone?

AMECE, attiva sul territorio torinese dal 2000, opera tuttora nelle Circoscrizioni 7, 6 e 8, ma anche in altri contesti cittadini, in particolare, in collaborazione con alcune scuole dove la presenza di allievi stranieri iscritti ha raggiunto percentuali elevate. Si costituisce come associazione rivolta in primo luogo a comprendere e soddisfare i bisogni di bambini e ragazzi di qualsiasi età, sia di coloro che sono nati sul territorio, sia figli di immigrati provenienti da differenti paesi europei ed extraeuropei, in modo particolare dal Marocco. Le fasce d’età coinvolte comprendono soprattutto bambini e ragazzi appena arrivati in Italia per ricongiungersi con i propri genitori, ragazzi venuti in Italia da soli per sfuggire a situazioni di difficoltà economiche, famigliari, sociali, e giovani della “seconda generazione”, nati qui in Italia da genitori stranieri.
L’associazione si propone di favorire la crescita e la formazione di ciascun bambino a partire, in primo luogo, dalla sua educazione extrascolastica e sociale, accanto ad una sensibilizzazione delle famiglie verso i bisogni e le esigenze dei propri figli, interventi specifici per il sostegno scolastico, la partecipazione attiva a momenti di confronto e di dialogo tra più generazioni.

AMECE si propone di costruire una “Casa comune” dove le differenti culture presenti nel territorio siano chiamate ad esprimere le proprie peculiarità e a far emergere le complementarietà, ma anche i differenti codici culturali con i quali confrontarsi.

La realizzazione dei progetti di “Accompagnamento Solidale” finanziata con un contributo della Legge 285/97 e “Crescere nell’Incertezza” ha permesso di cogliere e verificare i bisogni dei minori e dei giovani che vivono e frequentano i centri educativi presenti sul territorio.
L’Associazione offre il suo contributo nella realizzazione di svariate manifestazioni socioculturali, educative e sportive che caratterizzano il territorio torinese (manifestazione Identità e Differenza, la festa della donna, Più tempo per fare i papà del progetto Genderwise, incontri AVIS sulla donazione del sangue, partecipazione a feste patronali ed a convegni); promuove e partecipa a progetti di ricerca scientifici ed accademici che riguardano l’integrazione, l’intercultura, le pari opportunità, l’educazione e la salute.

E’ possibile la convivenza tra il mantenimento delle tradizioni culturali e la cultura del paese di accoglienza?
L’associazione costituisce un ponte tra due culture, quella italiana e quella marocchina, un canale privilegiato per l’integrazione. I giovani vivono la conflittualità della duplice appartenenza culturale in diversi ambiti esistenziali: a scuola, in strada, in famiglia, nell’alimentazione e nella cultura del sonno. Amece cerca di educare alla tolleranza, al rispetto della diversità culturale, religiosa ed educativa attraverso la realizzazione di laboratori all’interno delle scuole, del FORUM GENITORI per favorire un costante confronto e dialogo tra le famiglie su problemi comuni alla famiglia marocchina, all’educazione e alla formazione scolastica ed extrascolastica dei figli.
L’associazione costituisce un luogo di socializzazione ed educazione per bambini marocchini e di ritrovo anche per i genitori soddisfacendo ai molteplici bisogni che con il tempo si manifestano su più fronti.

Come si finanzia?
Amece si autofinanzia con le quote associative dei membri, i finanziamenti comunali e provinciali, i contributi per la gestione di laboratori in ambito artistico, linguistico e di sostegno scolastico.

Quali sono state le difficoltà iniziali che l’associazione ha dovuto affrontare e quali sono le aspettative per il futuro?
L’associazione ha incontrato alcune difficoltà nell’inserirsi nel tessuto cittadino a fronte della ricerca di spazi per lo sviluppo delle proprie attività, nella ricerca di finanziamenti, nel coinvolgimento di volontari, nel diffondere la cultura del volontariato, soprattutto tra i marocchini, nel conquistare la fiducia dei connazionali che avevano avuto precedenti esperienze di “associazionismo mafioso”.
Tali difficoltà sono state superate con l’impegno, il duro lavoro e l’atteggiamento positivo verso il futuro che si traduce nel coinvolgimento di nuovi volontari e nella crescita personale e professionale dei bambini che hanno frequentato per anni l’associazione.

Queste sono le risorse su cui puntare insieme all’obiettivo di rendere l’associazione una realtà più solida e strutturata, in grado di rispondere sempre in modo soddisfacente alle esigenze delle famiglie ed ai bisogni dei figli.

Rapporto con le istituzioni ed attivazione di partnership con altre realtà locali

A.M.E.C.E ha avviato una serie di collaborazioni con vari enti pubblici e privati ed associazioni, la maggior parte delle quali finalizzate ad interventi di sostegno alle famiglie ed all’integrazione e socializzazione di minori “a rischio” e non; ha inoltre attivato al suo interno uno “Sportello extra-informativo” per famiglie emigrate comprendente un servizio di mediazione, la conoscenza e l’accompagnamento alle risorse territoriali, l’inserimento-orientamento nel tessuto sociale cittadino, scolastico e lavorativo.
Amece partecipa a due Tavoli territoriali: “TAVOLO GIOVANI e Coordinamento formazione lavoro giovani della circoscrizione VII; inoltre partecipa a progetti di cooperazione internazionale della Regione Piemonte promossi dall’ ONG RE.TE per il Marocco.

Ruolo del mediatore e rapporto con la famiglia dei bambini stranieri

I bambini svolgono un ruolo essenziale nella mediazione tra la società civile e la cultura d’origine rappresentata dai genitori: ruolo principe è rappresentato dalla conoscenza della lingua italiana e dalla rete sociale che li circonda. I bambini sono dunque agenti di integrazione e di mediazione.

Il ruolo del mediatore culturale è essenziale soprattutto nell’interazione con i genitori e con i bambini appena arrivati; risulta meno necessaria con le seconde e terze generazioni nate e cresciute in Italia e quindi portatrici sin dalla nascita di una duplice appartenenza culturale e linguistica