ITALIANI DI OGGI: TRA IDENTITA’ ED APPARTENENZE

ITALIANI DI OGGI: TRA IDENTITA’ ED APPARTENENZE

L’incontro “Tra identità e consapevolezza”, che si è svolto a Torino sabato 22 febbraio, moderato dall’attivista per i diritti  Ayoub Moussaid, ha visto la partecipazione di diverse realtà tra cui l’Associazione Amece, il CoNNGi, Eatnico-Mediatori Gastronomici e l’associazione Questa è Roma.  Diversi  ospiti e diverse testimonianze hanno contribuito al dibattito e alla riuscita dell’evento, che sono stati intervallati dalla proiezione di video inerenti ai temi dell’identità, della cittadinanza e del multiculturalismo.  Il regista Stefano di Polito ha presentato il progetto  “Biografie di quartiere”, finanziato dal programma europeo Urban Innovative Actions, che persegue lo scopo di valorizzare le aree lungo la Dora e il quartiere Aurora, quartiere multietnico e spesso associato al degrado e alla delinquenza.  Il progetto si basa su una raccolta di filmati in cui sono stati intervistati alcuni giovani che vivono il quartiere, in cui raccontano la propria storia di vita vissuta, di lavoro, di studio, di fraternità e di amicizia.  I video saranno caricati con cadenza periodica su un canale youtube dedicato. (ToNite UIA Torino).  La grinta e la chiarezza del messaggio di  Suad Omar Sheikh Esahaq, attivista per i diritti umani,  hanno raggiunto i presenti di tutte le età, incoraggiando i più giovani a puntare ad obiettivi elevati, anche socialmente utili, ad essere attivi e a studiare con costanza,  e ricordando agli adulti l’importanza di contribuire allo sviluppo della società italiana, senza rinchiudersi all’interno delle singole comunità di provenienza.  Essenziale è stata inoltre la presenza femminile e preziose le testimonianze di  Diana Paulescu, membro dell’ associazione Questa è Roma e Marsela, dell’associazione  AMECE,  Adama Diack e Eva Mbaye Diack, studentesse di seconda generazione. E’ stata un’occasione ricca di spunti di riflessione, di scambi e di nuove conoscenze,  dove non sono mancati anche i giovanissimi dell’associazione Amece che hanno aperto e chiuso l’incontro con balli e musiche.

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