Letteratura araba

Poesia

Muhammad Awzal fu un poeta religioso berbero nato intorno al 1670 nel villaggio di al-Qasaba nella regione del Sous e qui morto nel 1748 o nel 1749. Della sua vita si hanno poche notizie certe. In gioventù doveva avere ucciso qualcuno della sua tribù e per questo si rifugiò a Tamegrout, località nota per un antico santuario, dove intraprese gli studi religiosi. Probabilmente fu al termine dei suoi studi che compose, a mo’ di tesi di laurea, la sua prima opera, Mahamiz al-Ghaflan. Dopo qualche tempo tornò, pentito, al proprio villaggio, mettendosi a disposizione della famiglia dell’ucciso, che avrebbe potuto vendicarsi, ma (convinta forse della sincerità della conversione e della sua nuova scelta di vita) gli concessse il perdono.

Al villaggio non ebbe comunque vita facile, dal momento che la sua predicazione veniva poco ascoltata, e sembra che sia per reazione a questo che egli compose il suo secondo lavoro (sempre in arabo, il Tanbih (“Ammonizione”).

Tornato a Tamegrout, il suo maestro, Sheikh Ahmad, intuendone le capacità come poeta, lo indusse a comporre il suo primo lavoro in berbero, Al-Hawd (“Il bacino”: allusione al bacino presso il quale il Profeta incontrerà la sua comunità nel Giorno del Giudizio). Quest’opera, in due parti, costituisce un vero e proprio manuale completo di legge islamica secondo la tradizione malikita.

l suo lavoro successivo, Bahr ad-Dumuc (“L’oceano delle lacrime”) è un testo di ammonimento ed esortazione, e contiene, tra l’altro una descrizione del Giorno del Giudizio.

In berbero

·   Al-Hawd (“il bacino”, I parte 1707=1118 h.)

·   Al-Hawd (“il bacino”, II parte 1709=1121 h.)

·   Baḥr ad-dumuc (“L’oceano di lacrime”, 1714=1126 h.)

·   An-Nasiḥa (“Il consiglio”, s.d.)

In arabo

·   Mahamiz al-ghaflan ‘alâ furu’ al-waqt wa l-adan (“Lo sprone del negligente, sulle ramificazioni delle ore della preghiera e della chiamata alla preghiera”, 1700 = 1111 h.)

·   Tanbih al-ikhwan ‘alâ tark al-bida’ wa l-‘isyan (“Ammonizione ai confratelli perché abbandonino le eresie e la disobbedienza”)

·   At-Tarq bi l-casâ li man khalaf rabba-hu wa casâ (“Il castigo col bastone per chi si oppone a Dio e gli disobbedisce”)

·   Una raccolta di fatwa

Romanzo

Tahar Ben Jelloun è uno scrittore franco-marocchino, impegnato nella lotta contro il razzismo. Riporta nei suoi romanzi i racconti, le leggende, i riti dell’area del Maghreb africano e gli antichi miti ancestrali.

Nato a Fès, in Marocco, ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat.

Nel 1971 si trasferisce a Parigi dove si iscrive a sociologia laureandosi dopo tre anni con una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati. Nel frattempo scrive, collabora regolarmente al giornale Le Monde e nel 1972 pubblica una raccolta di poesie.

Con il Premio Goncourt assegnatogli per “La Nuit sacrée” nel 1987, diventa lo letteratura francofona più conosciuto della Francia. Interviene con dibattiti e articoli sui problemi della società, soprattutto sul problema della periferia urbana e del razzismo. Con il libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” e per il suo profondo messaggio gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite.Nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale TRIESTE-POESIA

Mohamed Choukri è stato uno scrittore marocchino d’origine berbera, per due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura. A volte viene indicato come Muhammad Shukri.

Choukri nacque nel 1935 a Beni Chiker, un piccolo villaggio del Rif marocchino vicino a Nador, da una famiglia berbera molto povera, che emigrò in città in cerca di fortuna, prima a Tétouan ed in seguito a Tangeri.

 Fuggì ancora bambino dal padre tirannico e violento e diventò un bambino di strada, tantoché fino all’età di 20 anni non sapeva leggere né scrivere sia in arabo che in francese. Nel 1956 frequentò la scuola elementare a Larache, diventando successivamente un maestro elementare.

Negli anni ’60 conobbe Paul Bowles, Jean Genet e Tennessee Williams. Nel 1966 pubblicò il suo primo romanzo Violenza sulla spiaggia (Al-Unf ala al-shati). Il successo a livello internazionale arrivò nel 1973 quando Bowles tradusse in inglese Il pane nudo (al-Khubz al-Hafi), che alla sua uscita in Marocco nel 1983 subì la censura fino al 2000.

Choukri morì di cancro il 15 novembre 2003 all’ospedale militare di Rabat e venne seppellito 2 giorni dopo al cimitero Marshan di Tangeri.

È del 2004 il film “Il Pane nudo” del regista algerino Rachid Benhadj tratto dall’omonimo romanzo di Choukri.

Fatema Mernissi è nata a Fez in Marocco nel 1940 e oltre che scrittrice è docente di sociologia all’università di Rabat Mohammed e studiosa del Corano.

Da molti anni Fatema svolge attività di ricerca e insegnamento in ambito internazionale. In Italia è nota soprattutto per il grande successo di La terrazza proibita 1996, seguito da L’Harem e l’Occidente 2000, Islam e democrazia 2002, Karawan dal deserto al web 2004.

Instancabile promotrice di relazioni culturali fra i paesi del Mediterraneo, Fatema Mernissi sottolinea con vigore la necessità di far conoscere all’opinione pubblica l’esistenza di movimenti per la pace e forme di opposizione alla guerra e al terrorismo nel mondo arabo-islamico.

Nel 2003 ha ricevuto in Spagna il premio “Principe delle Asturie” e nel 2004 in Olanda il premio “Erasmus-Principe Bernardo”.

Nel 2005 ha ricevuto il premio Mediterraneo di cultura della Maison de la Méditerranée – fondazione laboratorio Mediterraneo – per aver saputo cogliere gli elementi di trasformazione e cambiamento all’interno del mondo arabo che sembrano offrire nuovi strumenti di collaborazione fra società tradizionali e universo globalizzato.

La terrazza proibita, libro che attinge nel vissuto dell’autrice, ha ispirato anche la realizzazione di un interessante testo dal titolo Hudud!- un viaggio nel cinema maghrebino di Leonardo De Franceschi, ricercatore al dams dell’ Università degli Studi Roma Tre.

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