Servizio di mediazione

Servizio di mediazione

Servizio di mediazione

  Il Servizio di Mediazione Culturale di AMECE è rivolto a immigrati extracomunitari e prevede il coinvolgimento di mediatori culturali appartenenti a diverse nazionalità e opportunamente formati, in grado di intervenire sia a livello linguistico che culturale. Il  servizio  sostiene ed orienta le persone  immigrate verso una miglior conoscenza della cultura del lavoro locale, della formazione professionale per favorire la loro integrazione nel tessuto socio lavorativo.

Il Servizio di Mediazione offre le seguenti prestazioni:

·  analisi del bisogno e del  progetto migratorio;
·  confronto dei sistemi educativi/formativi e lavorativi dei due Paesi, quello di provenienza dell’utente e quello locale;
·  informazione e orientamento sui servizi per il lavoro;
·  informazione e sostegno alla scelta di percorsi formativi organizzati sul territorio;
·  traduzione  e/o stesura dei Curriculum Vitae;
· consulenza sul riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero
· consulenza sulla Normativa in Materia di Immigrazione e sul N.O.F. (Nuovo Obbligo Formativo);
· informazione sui servizi esterni operativi sul territorio che possano rispondere alle esigenze della persona;    · attività di sostegno all’inserimento del bambino immigrato a scuola e nel contesto extrascolastico; · accompagnamento delle famiglie di origine nella conoscenza dei servizi del territorio, nella ricerca di un alloggio o nella compilazione di una pratica;
· interventi sperimentali di mediazione scolastica e sociosanitaria, fino alla completa attivazione del servizio a regime.
Il servizio è gratuito e funziona su appuntamento.

La mediazione culturale è un anello essenziale del percorso di integrazione tra culture differenti all’interno di una sola società. I compiti precipui di un mediatore culturale sono di natura pratica ma spesso anche di natura sociale. Infatti, egli funge innanzitutto da “tutor” a chi si affaccia alla cultura del paese ospitante e necessita di informazioni pragmatiche su casa, lavoro, permessi, stesura di documenti ecc.. Per questo motivo, il mediatore è, soprattutto inizialmente, un mediatore linguistico, visto che per la maggior parte degli immigrati, il primo grande ostacolo all’integrazione è proprio legato all’uso di una lingua che non conoscono. Oltre alle competenze tecniche, che richiedono un’ottima conoscenza del paese ospitante, un mediatore culturale deve vantare un buon bagaglio di conoscenze sociali e culturali relative ai due paesi in oggetto (quello di provenienza e quello ospite) in modo tale da riuscire a comprendere i punti di vista, i preconcetti, i vincoli culturali e le potenzialità di chi si appresta ad integrarsi in una comunità che potrebbe essere molto difforme rispetto a quella del paese di origine.

Mediare, significa, appunto fare da tramite, diventare ponte nella difficile impresa di guadare il fiume delle differenze culturali, dei pregiudizi e della diffidenza. Certo è che in una tale impresa occorre la presenza di una guida, un esperto “guadatore” che conosca sì il fiume da attraversare ma anche i limiti e le potenzialità dei soggetti che accompagna.

 

 

Share:

Leave your comments